LoraWAN, Meshstastic, di cosa si tratta?
17/02/2026
ARTICOLO TECNICO con linguaggio SEMPLIFICATO
Gli “smanettoni” come il redattore di questo articolo è sempre curioso circa le nuove tecnologie e spesso ne diventano dipendenti.
Che sia l’ultimo gadget o una nuova tecnologia innovativa, poco conta: il piacere di usare e provare ciò che è nuovo appare impagabile e a volte crea anche una dipendenza più o meno patologica: ognuno ha la sua.
Oggi vi vogliamo parlare di una tecnologia che può avere importanti impieghi in molti casi di mobilità e turismo coinvolgendo quindi anche il settore del camperismo, almeno per coloro che accomunano la passione dell’abitar viaggiando, alle nuove tecnologie.
Parliamo della rete LORA, nata inizialmente quale supporto all‘IoT (Internet delle Cose) e oggi impiegata come vera e propria rete indipendente e svincolata da Internet, quindi in grado di funzionare sempre, con qualsiasi situazione.
Per prima cosa spieghiamo cosa è l’IoT perchè è importante saperlo.
L’Internet of Things (IoT), in italiano Internet delle cose, descrive la rete di oggetti fisici (“cose”) dotati di sensori, software e tecnologie che permettono loro di connettersi, scambiare dati e interagire con altri dispositivi e sistemi tramite internet.
Questa tecnologia trasforma oggetti quotidiani in dispositivi “intelligenti”, rendendoli capaci di monitorare, analizzare e operare autonomamente, ottimizzando processi in svariati ambiti.
Aspetti chiave dell’IoT:
Oggetti connessi: Qualsiasi dispositivo dotato di sensori e connettività, dai termostati intelligenti agli elettrodomestici, fino ai macchinari industriali, può far parte dell’IoT.
Raccolta e scambio dati: I dispositivi IoT acquisiscono informazioni dall’ambiente (temperatura, posizione, movimento) e le inviano in rete per analisi o azioni.
Automazione e controllo: L’IoT consente la gestione remota e il monitoraggio in tempo reale, spesso senza intervento umano diretto.Esempi di applicazione IoT:
Smart Home: Lampadine, serrature e termostati intelligenti controllabili da smartphone.
Industrial IoT (IIoT): Macchinari industriali che segnalano la necessità di manutenzione, migliorando efficienza e sicurezza.
Smart City: Gestione intelligente del traffico, illuminazione pubblica e raccolta rifiuti.
Sanità (IoMT): Dispositivi indossabili per il monitoraggio cardiaco o tracciamento del paziente.
L’IoT ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la convenienza e l’automazione, creando un ecosistema in cui il mondo fisico e digitale sono pienamente integrati.
Facciamo un esempio pratico: chi ha una necessità di raccogliere dati (consumi, meteo, accensioni, livelli acqua ecc) o effettuare determinate azioni (aprire porte o cancelli ecc) oggi può utilizzare questa rete per trasmettere a grandi distanze dati e azioni, in modo svincolato dalle reti cellulari o internet e quindi disponibili virtualmente ovunque.
Per farlo, si utilizzano apparati di bassissimo costo che trasmettono su frequenze elevate piccoli pacchetti di dati che vengono ripetuti da tutti gli altri apparati presenti nelle vicinanze, creando così un vero e proprio network.
E come arriviamo ad un utilizzo “civile” e reale da una situazione come questa?
Semplicemente comprando uno o più apparatini dal costo di poche decine di euro (tipicamente , con 30 euro si può comprare un apparato completo) che collegato via bluetooth al proprio cellulare ci permetterà di messaggiare con chiunque altro nella rete e cominciarne a comprendere potenzialità ed utilizzo.
Il funzionamento è semplice: questi apparati trasmettono con potenze irrisorie (quindi consumi ridottissimi per lunghissime autonomie) su frequenze elevate, piccoli pacchetti digitali che vengono ricevuti e ritrasmessi dagli altri apparati vicini.
Le frequenze utilizzate permettono di raggiungere distanze anche di 50 km o più, ovviamente in spazi aperti.
In città o tra i palazzi ovviamente la situazione è molto diversa ma la loro tecnologia permette di “rimbalzare” da un nodo all’altro e raggiungere comunque distanze importanti.
Basta che un nodo sia su un piano superiore o su un attico per diventare un vero e proprio “ponte” per tutti gli altri.
Ma sarà molto complicato!
Si un pochino lo è ma nulla di insormontabile. In rete si trovano migliaia di pagine guida e gruppi Telegram:
Ottime risorse in rete, ma ne troverete a centinaia:
Anche Meshstatic Italia rappresenta un aiuto enorme:
https://www.meshtasticitalia.it/
E i suoi gruppi Telegram:
https://t.me/MeshtasticItalia
E infine, una risorsa eccezionale in grado di offrire un dettaglio approfondito e totale sui dati in transito sul network:
https://itamap.niccomale.it/map
MA LO SCOPO PRATICO?
Innanzi tutto, questa tecnologia per funzionare necessita che i “nodi” (cioè gli utilizzatori) siano molti e distribuiti sul territorio perchè ognuno diventa utilizzatore e membro attivo della rete, cioè in grado di ripetere i messaggi degli altri partecipanti.
Quindi, più partecipanti = maggiore capillarità e funzionamento del network.
Come tante tecnologie ognuno poi troverà il miglior utilizzo possibile, gli usi più comuni, già disponibili, sono:
Comunicazioni di emergenza in zone non coperte dalla rete cellulare (escursioni, trekking, montagna ecc)
Accesso alla rete di emergenza durante calamità naturali o, speriamo davvero di no, in caso di guerra quando le reti tradizionali, controllabili e controllate, potrebbero essere fuori uso volontariamente o da guasti o danni.
Sperimentazioni radio, hobby del radiantismo.
Domotica a lunga distanza in zone non servite dalla rete Internet/cellulare
Ma l’impiego è davvero infinito e gli utilizzatori aumentano vertiginosamente ogni giorno.



