Climatizzatore nella cellula Camper, in moto. é possibile?
03/04/2023
Il caldo si avvicina e molti camperisti già sono preoccupati di poter raffrescare il proprio camper durante la marcia.
Esistono molte correnti di pensiero in proposito, proviamo a fare un po’ di chiarezza “tecnica”.
Un climatizzatore da tetto, nelle versioni più diffuse a basso assorbimento (Dometic, Truma, Telair) normalmente assorbe 650W a 220V.
Utilizzando un inverter (rigorosamente ad onda pura e di qualità, escludendo per questo scopo “Cineserie” economiche), l’assorbimento a 12V diventa di ben 60A circa , considerando la caduta di tensione e la resa dell’inverter.
E’ un valore in corrente importante ed è da escludere la possibilità di poter usare batterie di servizio per questo scopo, ad eccezione di chi ha in dotazione un impianto con 2/300Ah di Lifepo4 (Litio)
L’unica possibilità quindi è di utilizzare l’alternatore del motore, a patto che questo sia in grado di erogare questa corrente importante.
Il primo passo, se si vuole realizzare questa modifica, è quindi quello di verificare la capacità dell’alternatore.
Superata questa verifica (deve essere almeno da 100A o più) , poniamoci la domanda “sono in grado di realizzare una modifica che prevede l’installazione di cavi e accessori in grado di far passare 60A in sicurezza?”
Se anche questa domanda ha una risposta più che positiva, proseguiamo.
La modifica da realizzare consiste nel creare un parallelo con un cavo di dimensioni adatte, tra la batteria motore e l’inverter che normalmente sarà collegato alle batterie di servizio. (la modifica no sarà altro che simile a quella già esistente, ma in grado di poter gestire correnti molto più elevate: senza questa modifica, mettendo in moto il motore si rischiano danni importanti all’impianto elettrico del camper)
Questo cavo andra’ “interrotto” da un relè di potenza da 200A, eccitato dal “D+” dell’alternatore.
Il contatto “D+”, in genere riconoscibile come un cavetto viola dall’alternatore, in pratica serve al motore per sapere che è in moto: quando l’alternatore gira, sul connettore “D+” è presente una tensione di 12V che nel nostro caso, eccita il relè di potenza realizzando quindi una connessione diretta tra la batteria motore, alimentata dall’alternatore in moto, e l’inverter, secondo questo schema:

Esistono anche apparati prodotti per lo scopo. Ovviamente costano di più ma vi permettono di avere altre funzioni, come staccare la batteria se scende sotto una determinata soglia.
Un esempio è lo SMART LINK di NDS che trovate anche qui:
NOTE IRRINUNCIABILI:
Questa soluzione non è adatta ad impianto Litio, per i quali occorrono ulteriori modifiche (in questi casi, l’inverter dovrà essere alimentato SOLO dalla batteria motore)
Se siete in grado di crimpare cavi da 35mmq, se sapete cosa significhi realizzare impianti con questi assorbimenti, se siete consci che un errore può provocare danni ingenti, allora potete valutare di realizzare queste modifiche.
Il diametro del cavo dipende dalla sua lunghezza COMPLESSIVA, se per esempio su un circuito devono transitare 50A a 12V, si dovrà misurare la lunghezza complessiva (positivo + negativo) e se fossero 6 metri complessivi, la sezione del cavo dovrà essere di circa 35 mmq.
In rete esistono molti tools per calcolare la sezione, uno dei più affidabili è OPPO che trovate a questo link:
https://www.oppo.it/calcoli/cavi/calcolo_sezione_cavo.php
Per calcolare correttamente la sezione occorre impostare una caduta di tensione ammissibile, per queste correnti non dovrebbe essere superiore a 0,3V.
In conclusione quindi, la risposta è SI, è possibile accendere un condizionatore utilizzando la 220V prodotta da un inverter ad onda pura, ma con il rispetto delle indicazioni che suggeriamo.