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Utilizzare correttamente un INVERTER

Utilizzare correttamente un INVERTER

By camperflashblog

INVERTER e SUO USO INTELLIGENTE E SICURO.
Si avvicina l’estate e con il caldo riemergono quesiti e domande inerenti l’uso del condizionatore con inverter a 12V.
Tutto (o quasi) si può fare ma dobbiamo chiarire quali sono i limiti entro i quali è possibile utilizzare un inverter con alte potenze.
L’inverter è un apparecchio che converte la corrente continua delle batterie a 12V in corrente alternata a 220V.
A seconda della potenza e tipo dell’inverter, è possibile utilizzare diversi apparecchi: ad esempio se dovete usare apparecchi dotati di motori (carichi induttivi) sarà necessario avere un inverter “ad onda pura”, mentre se l’utilizzo è limitato a caricabatterie, PC, Tv ecc, basta un inverter “ad onda quadra” oppure “sinusoidale modificata”.
Senza entrare nel dettaglio tecnico relativo alle differenze, diciamo solo che quello ad “onda pura” simula la forma d’onda della rete 220V domestica, come se si fosse a casa.
L’onda non pura (quindi quadra o sinusoidale modificata) produce una tensione alternata a 220V, ma con forma d’onda diversa non adatta appunto per alimentare motori, magneti, e in genere carichi induttivi.
Le differenze si notano anche per quanto riguarda i costi, gli inverter ad onda pura sono più complessi nella loro costruzione e quindi costano di pù, in alcuni casi, molto di più.
Oltre al tipo, è necessario valutare la potenza.
Per alimentare un condizionatore, ad esempio, da 600W a 220v, occorrerà un inverter ad onda pura da almeno 1500/2000W, questo a causa della corrente di spunto che i motori richiedono alla partenza.
Infine, gli assorbimenti.
600W a 220v si tramutano all’incirca a circa 60/70A da prelevare dalle batterie. E’ una corrente molto alta che prevede il possesso di batterie (ovviamente più di una) molto capienti, di cavi dimensionati a dovere, e in generale ad un impianto realizzato ad arte.
Assorbire 60/70A dalle batterie significa avere, con due batterie da 100Ah AGM, circa 1 ora di autonomia, ammesso di non consumare altra energia in altri modi, e dopo rischiare di buttare le batterie, perché le AGM a scarica LENTA non sono adatte per questo scopo.
Se lo si vuole usare in viaggio, sarà quindi necessario avere un alternatore maggiorato per poter garantire i 60/70A continui, senza andare ad intaccare le batterie la cui durata sarebbe proporzionale all’assorbimento richiesto, e possibilmente un POWER SERVICE collegato all’alternatore, cioè un apparecchio che elevi la tensione per portarla a quella necessaria alla carica della batteria AGM (14,7V invece dei 13,8 dell’alternatore) evitandone la loro scarica.
Tornando al problema delle batterie, se il vostro impianto è dotato di batterie AGM a scarica lenta (Classe C20 ad esempio), questi accumulatori non sono assolutamente adatti per essere usati con inverter di potenza.
D’altra parte, appunto, se un prodotto viene denominato “a scarica lenta”, significa proprio che la sua scarica deve essere “lenta” nel tempo, scaricandola quindi con bassi carichi, nell’ordine massimo di 10, massimo 15A (in teoria, una C20 andrebbe scaricata in 20 ore a 5A)
Se si pretende di assorbire 50, o 100A, le batterie soffriranno molto fino a rovinarsi in breve, brevissimo tempo: per questi usi oggi è assolutamente necessario dotarsi di impianto LiFePo4 (LITIO) che al contrario permette elevatissimi valori di carica e scarica.
Quindi si, si può fare tutto, ma i miracoli non esistono.
Se occorrono grandi potenze, occorre un impianto adeguato altrimenti la delusione sarà garantita.

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